Filamento TPU: durezza, impostazioni e compatibilità con l’AMS
Il TPU (poliuretano termoplastico) permette di stampare parti flessibili: custodie per telefono, suole, guarnizioni, ammortizzatori. Richiede impostazioni diverse da PLA o PETG, e la sua compatibilità con i sistemi multicolore automatici come l'AMS non è universale.
La risposta breve
Il TPU si sceglie innanzitutto in base alla durezza Shore (da 85A a 95A per l'uso quotidiano), che determina la stabilità di stampa e l'ugello utilizzabile. Secondo la documentazione di Bambu Lab, le stampanti della serie A1 non supportano il TPU 85A, e tra i moduli AMS solo l'AMS HT gestisce nativamente il TPU; le altre unità AMS non sono compatibili. Velocità ridotta, ritrazione aumentata e un percorso del filamento breve restano le principali leve contro lo stringing.
A cosa serve davvero il TPU?
Il TPU è un filamento flessibile altamente elastico: un pezzo stampato può allungarsi e poi tornare alla forma originale, il che lo rende una scelta comune per custodie per telefono, suole, guarnizioni o parti destinate ad assorbire un urto invece di trasmetterlo. A differenza di PLA o PETG, la difficoltà non è tanto la temperatura quanto la gestione meccanica di un filamento che si deforma facilmente ancora prima di arrivare all'ugello.
Questo comportamento spiega la maggior parte delle impostazioni specifiche trattate in questa pagina: velocità più bassa, percorso del filamento accorciato e grande attenzione alla ritrazione.
Progetti tipici sono una custodia per telefono resistente alle cadute, una guarnizione su misura per un'enclosure, una cerniera che deve flettersi migliaia di volte o il prototipo di una suola di scarpa. Nessuno di questi è impossibile su una stampante FDM standard, ma ciascuno trae vantaggio dal partire da un profilo specifico per il TPU invece di riutilizzare le impostazioni di PLA o PETG con la temperatura semplicemente aumentata.
Quale durezza Shore scegliere?
La durezza del TPU si legge sulla scala Shore, in genere A per le formulazioni più morbide e D per quelle più dure, scritta per esempio come 85A, 90A o 70D. Più alto è il numero, più duro è il filamento e più facilmente passa nel sistema di trascinamento.
Secondo la documentazione di Bambu Lab, per una stampa stabile è raccomandata una durezza di 85A o superiore: il TPU più morbido (83A, 80A) si piega facilmente durante l'alimentazione, causando inceppamenti o un'estrusione instabile, e le loro stampanti non supportano il TPU con durezza inferiore a 85A.
In linea di massima, un TPU più duro, intorno a 90A-95A, si comporta in modo più simile al PETG quanto ad affidabilità dell'alimentazione pur flettendosi in modo apprezzabile, mentre qualsiasi cosa più morbida scambia quell'affidabilità con una sensazione più cedevole, più difficile da stampare in modo costante su una tipica configurazione FDM.
Se un progetto richiede la sensazione più morbida possibile, come un cinturino da indossare o un inserto ammortizzante, vale la pena verificare se la stampante di destinazione e il suo alimentatore supportino davvero quella durezza prima di acquistare una bobina, perché un filamento con durezza inferiore all'intervallo supportato dalla macchina si inceppa o si alimenta in modo imprevedibile, a prescindere da quanto siano state calibrate con cura le altre impostazioni.
Direct drive, velocità e ritrazione
Utenti e guide dei produttori raccomandano quasi all'unanimità di partire da un profilo dedicato al TPU e non da uno di PLA o PETG modificato: la Prusa Knowledge Base per il Prusament TPU 95A colloca l'ugello tra 220 e 240 °C e il piatto tra 55 e 75 °C, con profili preconfigurati offerti per stampanti dotate di estrusore direct drive come il Nextruder. Un estrusore direct drive accorcia il percorso tra l'ingranaggio di trascinamento e l'ugello, il che riduce il rischio che il filamento flessibile si pieghi o si arrotoli prima di essere spinto.
Sulle macchine con estrusore Bowden, un tubo più corto o un percorso del filamento rinforzato aiuta a limitare questo problema; in ogni caso, ridurre la velocità di stampa resta l'impostazione singola più efficace per un primo tentativo con il TPU.
Percorso del filamento e preparazione dell’ugello
La guida al TPU di Bambu Lab sottolinea la storia dell'ugello: un ugello usato in precedenza con filamento in fibra di carbonio o di vetro conserva residui che aumentano la resistenza durante l'alimentazione del TPU, ed è per questo che un cold pull prima di iniziare, o persino un ugello nuovo per le stampe più impegnative, ripaga. Raccomanda inoltre di disattivare la calibrazione dinamica del flusso prima di stampare TPU, perché tale calibrazione non è affidabile su un filamento così morbido.
Secondo la stessa documentazione, il TPU è anche molto sensibile all'umidità: asciugarlo prima della stampa e conservarlo con essiccante limita bolle, stringing e ridotta adesione tra gli strati, un po' come per il filamento PETG.
TPU e AMS: cosa dice la documentazione di Bambu Lab
La compatibilità con il multicolore automatico è la parte più fraintesa del TPU. Secondo la documentazione di Bambu Lab, tra i moduli AMS solo l'AMS HT supporta la stampa con il TPU: quando è usato per il TPU, funziona soltanto come enclosure sigillata, senza la sua alimentazione automatica, e il filamento deve passare da un'uscita dedicata. Le altre unità AMS (AMS, AMS Lite, AMS 2 Pro) non sono compatibili con il TPU.
La tabella di compatibilità hardware pubblicata da Bambu Lab afferma inoltre che le stampanti della serie A1 non supportano il TPU 85A, pur restando compatibili con TPU 90A, TPU 95A HF o TPU creato specificamente per l'AMS. Esiste un filamento dedicato «TPU for AMS», formulato per funzionare con l'alimentazione automatica standard su tutta la gamma AMS: controllare questo dettaglio esatto sulla scheda del filamento prima di acquistarlo evita una brutta sorpresa al momento del caricamento.
Il TPU è sensibile all’umidità quanto il nylon?
La documentazione di Bambu Lab, citata sopra, tratta il TPU come molto sensibile all'umidità, al pari di nylon o PETG. La guida di Prusa per la propria bobina di Prusament TPU 95A aggiunge una sfumatura per quel materiale specifico: l'essiccazione di solito non è necessaria, se non dopo una conservazione scorretta prolungata, nel qual caso Prusa raccomanda almeno 4 ore a 60 °C (140 °F) prima della stampa, poi la conservazione in una scatola sigillata con essiccante.
Questa differenza ricorda che una raccomandazione di essiccazione vale per uno specifico filamento, non per ogni bobina di TPU sul mercato: la durezza Shore, la formulazione del produttore e la qualità della confezione originale cambiano tutte quanto una data bobina sia effettivamente sensibile all'umidità. In caso di dubbio su una bobina aperta da settimane, asciugarla a titolo precauzionale è più rapido che risolvere uno stringing che potrebbe avere una causa diversa.
Anche la scelta del pattern di riempimento ha un ruolo specifico per il TPU: secondo la documentazione di Prusa sui pattern di riempimento, la flessibilità percepita del pezzo finito è uno dei criteri da valutare nella scelta di un pattern, insieme alla velocità di stampa e al sostegno degli strati superiori, il che distingue il TPU da filamenti rigidi come PLA o PETG su questa impostazione. La guida al riempimento tratta più nel dettaglio questi compromessi tra i pattern.
Correggere stringing e trasudamento sul TPU
La guida di Bambu Lab propone un approccio in più passaggi per lo stringing del TPU: limitare gli spostamenti a vuoto stampando un oggetto alla volta invece di più oggetti affiancati, abbassare leggermente la temperatura dell'ugello di circa 5 °C riducendo al contempo la velocità, poi aumentare la distanza di ritrazione a piccoli passi di 0.2 mm se le colature persistono. Un filamento asciugato male produce spesso gli stessi sintomi, quindi conviene controllare prima questo aspetto prima di regolare di nuovo tutto il resto.
Per il materiale di supporto rimovibile, questa documentazione raccomanda comunque il PLA invece di usare il TPU come proprio supporto, più difficile da rimuovere in modo pulito.

Bambu Lab A1
256 × 256 × 256 mm
Più spazio su ogni asse rispetto all’A1 mini, mantenendo il flusso di lavoro della famiglia A1.
Un telaio aperto non offre le stesse condizioni termiche di una stampante chiusa. Scegli i materiali di conseguenza.
Specifiche tecniche e venditoreFonti e limiti
- Bambu Lab Wiki — Guida alla stampa del TPU
- Prusa Knowledge Base — Guida al materiale Prusament TPU 95A
- Prusa Knowledge Base — Pattern di riempimento
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