Impostazioni di ritrazione: distanza, velocità ed errori comuni
Sottili fili tra le parti di un pezzo o, all'opposto, un intasamento che continua a ripresentarsi: la ritrazione viene incolpata per entrambi, anche se il valore giusto dipende innanzitutto dal tipo di estrusore della macchina. Questa pagina spiega cosa fa davvero la ritrazione, gli intervalli di partenza per direct drive e Bowden e il metodo della torre di calibrazione per regolarla.
La risposta breve
La ritrazione ritira leggermente il filamento dentro l'ugello prima di ogni spostamento senza stampa, per ridurre le colature e lo stringing. Secondo la Knowledge Base di Prusa, una macchina direct drive come la MK3S+ o la MK4 in genere non dovrebbe superare 2 mm di ritrazione, rispetto a un intervallo più ampio con una configurazione Bowden; la wiki di OrcaSlicer imposta come predefinito per la sua torre di calibrazione 0-2 mm per il direct drive e 1-6 mm per il Bowden. Una ritrazione spinta troppo in là o troppo veloce oltre un certo punto smette di ridurre lo stringing e aumenta invece il rischio di intasamento, soprattutto con materiali morbidi come il TPU.
Cosa fa davvero la ritrazione?
Durante uno spostamento senza stampa, l'ugello resta caldo e in pressione, il che lascia colare leggermente il filamento anche senza estrusione comandata. La ritrazione ritira il filamento appena prima di quello spostamento per scaricare la pressione, poi lo rispinge in avanti della stessa quantità quando l'estrusione riprende.
Secondo Simplify3D, la ritrazione resta l'impostazione più efficace contro le colature e lo stringing, con la temperatura dell'ugello come secondo fattore: un ugello troppo caldo rende il filamento più fluido e più incline a fuoriuscire anche con una ritrazione corretta. Per questo lo stringing persistente si risolve prima agendo sulla ritrazione e poi sulla temperatura, non il contrario.
Distanza e velocità: direct drive contro bowden
Su un estrusore direct drive, dove il motore spinge il filamento subito sopra l'ugello, la lunghezza di filamento da spostare per interrompere il flusso è ridotta: la Knowledge Base di Prusa raccomanda di non superare 2 mm di ritrazione sulle sue macchine direct drive come la MK3S+ o la MK4, tranne che per un materiale flessibile per cui può servire un valore più alto. Su un estrusore Bowden, dove un tubo separa il motore dall'ugello, il filamento comprimibile all'interno di quel tubo richiede una distanza di ritrazione maggiore per ottenere lo stesso effetto.
La wiki di OrcaSlicer illustra questa differenza nei valori predefiniti della sua torre di calibrazione: da 0 a 2 mm con un passo di 0.1 mm per la maggior parte degli estrusori direct drive, contro da 1 a 6 mm con un passo di 0.2 mm per un estrusore Bowden. La velocità di ritrazione si imposta insieme alla distanza: troppo lenta, e il filamento ha il tempo di continuare a colare; troppo veloce, e rischia di far saltare i passi al motore dell'estrusore o di tranciare un filamento morbido.
Questi intervalli sono solo punti di partenza. Ogni macchina, ugello e filamento risponde in modo diverso, ed è per questo che il profilo fornito dal produttore della macchina o dello slicer resta la migliore base di partenza prima di regolare a mano.
Come la ritrazione è legata a stringing, gocce e intasamenti
Secondo la Knowledge Base di Prusa, lo stringing deriva soprattutto da una temperatura di stampa troppo alta e/o da impostazioni di ritrazione errate. Oltre a distanza e velocità, contano anche il sollevamento dell'asse Z negli spostamenti e la distanza minima di spostamento prima che scatti una ritrazione: impostare la distanza minima di spostamento più alta della distanza di ritrazione evita di attivare una ritrazione a ogni minimo salto, il che riduce l'usura del filamento e il rischio di intasamento.
Un blob, quel rigonfiamento visibile di materiale in eccesso nel punto in cui la stampa riprende, deriva più spesso da una ritrazione insufficiente o da un pressure advance tarato male che da un puro problema di ritrazione. D'altra parte, un intasamento che compare dopo decine di stampe altrimenti riuscite indica spesso una ritrazione spinta troppo in là o troppo spesso, che consuma gradualmente il filamento dove l'ingranaggio di trazione lo afferra finché il motore inizia a saltare i passi.
Metodo passo passo: la torre di calibrazione della ritrazione
OrcaSlicer e Bambu Studio forniscono entrambi un test di calibrazione della ritrazione dedicato, stampato come una torre verticale con una distanza di ritrazione diversa a ogni livello. Inizia caricando il filamento che vuoi calibrare, poi avvia la procedura guidata di calibrazione della ritrazione dal menu dedicato del software, che suggerisce un intervallo di partenza in base al tipo di estrusore dichiarato nel profilo della macchina.
Se necessario, regola quell'intervallo prima di stampare: la wiki di OrcaSlicer imposta come predefinito 0-2 mm con un passo di 0.1 mm per un estrusore direct drive e 1-6 mm con un passo di 0.2 mm per un estrusore Bowden, un intervallo da restringere o ampliare in base ai primi risultati. Una volta stampata la torre, esaminala livello per livello con luce radente, cercando il primo livello in cui i fili tra i livelli scompaiono quasi del tutto.
Tieni quel valore come distanza di ritrazione per il filamento testato, senza scegliere necessariamente il valore più alto che sembra pulito: l'obiettivo è il valore più basso che dà una torre pulita, che limita l'usura del filamento e il rischio di intasamento a lungo termine. Riutilizza quel valore per ogni stampa con lo stesso filamento e lo stesso ugello, finché uno dei due non cambia.
TPU e altri materiali flessibili
Il TPU e gli altri filamenti flessibili si comportano diversamente con la ritrazione: un estrusore Bowden fatica di più a controllare un filamento morbido su una lunghezza di tubo elevata, ed è per questo che molti produttori raccomandano un estrusore direct drive per questi materiali, oppure una velocità di stampa molto più bassa su una configurazione Bowden per compensare. La ritrazione stessa deve in genere restare più prudente rispetto al PLA: una distanza o una velocità eccessive su un filamento morbido aumentano il rischio che si pieghi o si attorcigli dentro l'ingranaggio di trazione invece di avanzare, un problema diverso da un semplice intasamento dell'ugello.
Una torre di calibrazione dedicata resta utile anche per questi materiali, ma parti da un intervallo più ristretto e osserva anche come si comporta l'ingranaggio di trazione durante la stampa, non solo il risultato sulla torre.
Ritrazione e pressure advance: impostazioni correlate ma distinte
La ritrazione non è l'unica impostazione che influisce sulla pressione del filamento dentro l'ugello. Il pressure advance, chiamato anche Linear Advance sul firmware Marlin, compensa il ritardo di pressione che compare quando la testina cambia velocità, in particolare durante l'accelerazione e la decelerazione all'inizio e alla fine di una linea. Secondo la wiki di OrcaSlicer, questa impostazione completa la ritrazione senza sostituirla e va calibrata separatamente per ogni filamento.
OrcaSlicer offre tre metodi di calibrazione del pressure advance: una torre progressiva, un metodo a pattern valutato sulla qualità degli angoli e un metodo a linee più rapido che dipende maggiormente dalla qualità del primo strato. Sul firmware Marlin, la wiki di OrcaSlicer segnala che il Linear Advance deve essere abilitato nel firmware (il comando M900), un'opzione che non è attivata di default su tutte le stampanti. Il valore trovato in questo modo viene poi salvato nel profilo del filamento all'interno dello slicer in uso; per una panoramica generale del software, consulta la pagina su OrcaSlicer.
Gli errori più comuni
Il primo errore è aumentare la ritrazione a ogni difetto visivo, anche quando la vera causa è una temperatura troppo alta o un problema di estrusione. Il secondo è spingere la distanza di ritrazione ben oltre ciò che un estrusore direct drive può tollerare, il che consuma il filamento nel punto in cui l'ingranaggio di trazione lo afferra e finisce per causare un intasamento ricorrente invece di risolvere qualcosa.
Il terzo errore è mantenere un valore di ritrazione calibrato per un filamento dopo aver cambiato bobina o marca: due PLA di produttori diversi possono richiedere valori sensibilmente diversi a seconda della formulazione. Lo stringing che persiste nonostante una ritrazione già corretta si risolve di solito agendo sulla temperatura o sulla velocità di stampa, come spiegato più in dettaglio nella pagina sullo stringing, invece di spingere ulteriormente la ritrazione.
Fonti e limiti
- Prusa Knowledge Base — Stringing e trasudamento
- OrcaSlicer Wiki — Calibrazione della ritrazione
- Simplify3D — Risoluzione dei problemi di qualità: stringing o trasudamento
- OrcaSlicer Wiki — Pressure Advance
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